News! Giugno 11, 2006
Posted by lealidiicaro in [About] Dragonball, [Kind] Song-fiction, [Rating] PG13, [Size] One shot, [Title] Roulette.trackback
Aggiunta la song-fiction dedicata a Dragonball "Roulette".
ROULETTE by Chiara ( lealidiicaro@libero.it http://lantrodidedalo.splinder.com )
Disclaimer: La canzone di questa song-fiction è Roulette dei System of a down, estratta dall'album Steal this album! e proprietà della casa discografica produttrice del suddetto album. Dragonball, Vegeta e Bulma, sono invece prodotti di Akira Toriyama, Star Comics e Bird Studio. I fatti narrati sono frutto della pura fantasia dell'autrice. Ogni riferimento a fatti o persone reali è quindi puramente casuale.
I have a problem that I cannot explain,
I have no reason why it should have been so plain
Esco da questa casa troppo grande per un cuore troppo piccolo. La notte buia mi accarezza il collo, la sento che si posa, leggera. Alzo
gli occhi al cielo, li riabbasso in un moto di fastidio. In quelle luci appese in aria leggo tutta la mia sconfitta.
E così ci son tornato, in quel letto.
Randagio e solo sono di nuovo andato a rinchiudermi in quel corpo, a stringermi in quei capelli, a scappare da quegl'occhi.
-Sei un uomo strano, saijan- ha detto lei poco fa.
Mi ha guardato con quell'aria audace, da puttana lasciva che ti costringe all'obbedienza.
Avrei dovuto stringerle le mani al collo, nel momento dell'orgasmo soffocarla e lasciarla lì.
Avrei dovuto prendere la navicella, andarmene, non tornare più.
O forse avrei dovuto proprio non fermarmi, guardare quella donna e allontanarla subito.
-Non dire idiozie- avrei dovuto rispondere a quell'invito.
E invece non so perchè sono rimasto. Per sconfiggere Kakaroth. O forse solo per voglia di un pavimento.
Prendere quella navicella ora sarebbe facile, lasciare questo posto assurdo e costruire un nuovo Impero. Partire di nuovo da uomo libero e diventare
di nuovo il Re.
Trovare un popolo da ammaestrare, una corona da indossare.
-Lunga vita al Re Vegeta- risuonerebbe nelle mie orecchie.
Nessuno mi direbbe più che sono strano.
Eppure questo posto…
Have no questions but I sure have excuse,
I lack the reason why I should be so confused,
Entro nel trainer e accendo il monitor. Una, due, tre, mille flessioni. Che la fatica cancelli tutto e annebbi la mente. Che il sangue di nuove ferite risvegli il me sopito.
Ora che non c'è più un piede sulla mia testa tutto sarebbe facile, lontano da qui.
Una nuova vita. Non avere case nè affetti cui legare le mie origini. Far vedere all'universo l'antico fulgore della razza.
Ma in questo luogo qualcosa si sta fermando. Il tempo sembra scorrere a rilento. Le giornate finiscono e non finiscono mai. In questo posto ogni cosa
sembra eterna e immutabile.
E poi quando guardo quella donna l'odio che provo riemerge sempre.
L'istinto di stringere quel bel collo e rompere quelle piccole ossa non mi lascia un attimo. Il desiderio di prenderla e straziarla come un animale.
Farle capire che non è lei a possedermi.
Continuo finchè il sole non penetra dagli oblò del trainer. Poi esco e respiro l'aria fresca, a pieni polmoni, entro in casa e prendo
qualcosa da mangiare, cosa non importa. Passando per andare in bagno la vedo lì, accucciata in un angolo del letto che mi dà le spalle.
Vista da così sembra ancora più insignificante, più debole.
Eppure io sento che ucciderla ora non sarebbe la soluzione. Non quella giusta, per lo meno.
I know, how I feel when I'm around you,
E allora cosa fare? Tornare accanto a lei e offrirle mentendo qualcosa che da me non potrà mai avere? Donarle un cuore che giace da tempo in un' ampolla di vetro su un pianeta esploso?
Oppure solo ignorarla, ferirla di nuovo e sperare che capisca, che la smetta di provare a comprendere.
Che la smetta di guardarmi con quell'aria da ormai-sei-mio.
Più la guardo e più la sento fiera, nemica, ma più mi avvicino e più la sento donna, testarda, datrice di vita.
I don't know, how I feel when I'm around you,
Around you,
L'unica soluzione è uscire.
Finisco la doccia senza svegliarla e mi vesto con la stessa tuta.
Volo finchè la testa non mi fa male dallo sforzo. Mi allontano, ai limiti di questa sfera.
Su un'altura mi siedo e guardo il sole bruciarmi gli occhi.
Distruggimi palla di fuoco, se ci riesci brucia quel po' che resta.
Chiudo gli occhi e mi corico, ascolto il mondo girare lentamente e penso che forse sarebbe davvero il caso di ripartire. Senza dirle nulla, senza spiegazione.
Per avere davvero quello per cui son nato. Una mia reggia che stavolta sia solo mia e non uno specchio per le allodole. Dimenticare Kakaroth e la terrestre e questo pianeta. Non dimenticare Freezer e non dimenticare il mio vero sangue. Uccidere e fare tutto quello che ho sempre fatto e che finora mi ha sempre fatto stare bene.
A lei non lasciare nulla, nessun segno della mia partenza.
Lasciarle solo la mia assenza a spiegare tutto. Affinchè finalmente si arrenda e non mi cerchi più. Affichè finalmente io sia troppo lontano per cercarla.
Left a message but it ain't a bit of use,
I have the pictures, the wild might be the deuce,
Eppure è quella voce a risvegliarmi.
-Certo che avvertire una volta no?
Stridula e fastidiosa. Apro gli occhi e lei è lì, in piedi con le mani sui fianchi.
-Mmm?
-Sei una cosa insopportabile! Cosa credi, che casa mia sia un albergo? E' tutto il giorno che mio padre ti cerca per darti i nuovi dispositivi e proprio quando decido di provare il nuovo jet ultra veloce ecco che ti trovo qua teso come una lucertola al sole!
Resta immobile come una statua coprendo con l'ombra la mia testa. Mi alzo con un gesto brusco e mi alzo in volo. Mi allontano senza rispondere.
Cosa vuoi da me, stupida donna?
Chi ti dà il diritto di rivolgermi quelle parole?
Chi ti dà il diritto anche solo di svegliarmi?
Today you called, you saw me, you explained,
Playing the show and running down the plane,
Torno alla Capsule Corporation quando ormai è notte. Non c'è nulla per me sul tavolo, quella non risposta deve aver colpito.
Non trovo nulla neanche nella credenza, solo un pacco di biscotti che addento per non restare digiuno.
Il biglietto che mi lasciava lei stasera non c'è. La cucina risuona vuota e nella casa l'unico rumore sono i miei denti.
Salgo le scale prima di andare al trainer. L'aver dormito tutto il giorno non mi è servito.
E quando passo davanti a quella camera la trovo in piedi appoggiata alla finestra.
-Se vuoi andartene nessuno ti trattiene- dice gelida passandosi fra le dita una sigaretta.
Mi blocco sull'uscio scrutandola nel buio. La piccola brace le illumina poco più di una guancia. Ma la sua voce trattiene lacrime.
Vorrei trovare il coraggio di prendere e andare.
Ma l'unica cosa che riesco a fare e avvicinarmi e non dir nulla.
-Non sei obbligato a restare qui.
Ed è lì che una lacrime rispende nel riflesso della sigaretta.
Ed è anche lì che io mi avvicino e la tiro a me.
I know, how I feel when I'm around you,
I don't know, how I feel when I'm around you,
I know, how I feel when I'm around you,
I don't know, how I feel when I'm around you,
Around you, Around you, Around you…
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